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Reggio di Calabria (IPA: [ˈrɛʤʤodikaˈlabrja][3] ascolta[?·info], Rrìggiu in dialetto reggino[4], Ρήγι (Righi) in greco-calabro, Ῥήγιον (Rhḗgion) in greco classico, Rhēgium in latino), comunemente nota come Reggio Calabria o semplicemente Reggio, nel Mezzogiorno[5] e prima dell'unificazione d'Italia, è un comune italiano di 182 551 abitanti[1], capoluogo dell'omonima città metropolitana, in Calabria.

È il primo comune [6] della regione per popolazione e il secondo[7] per superficie. Città di rango metropolitano[8], è capofila di un'agglomerazione[9][10] di oltre 360.000 abitanti e il maggiore polo funzionale di una più vasta area metropolitana policentrica che conta oltre 550.000 abitanti facente parte della estesa e popolosa conurbazione siculo-calabra detta Arco etneo. La città è sede di uno tra i più importanti musei italiani dove sono custoditi i famosi Bronzi di Riace divenuti tra i suoi simboli identificativi. È la prima città della regione per antichità e nonostante la sua antica fondazione - Ρηγιον fu un'importante e fiorente colonia magnogreca - si presenta con un impianto urbano moderno, effetto del catastrofico terremoto che il 28 dicembre 1908 distrusse gran parte dell'abitato. Il suo sistema urbano, costretto dallo stretto di Messina e coronato alle spalle dalle ultime propaggini dell'Appennino, rappresenta uno dei principali poli economici e di servizio regionale ma anche una delle massime concentrazioni di nodi e attrezzature per i trasporti e naturale struttura logistica della Regione verso le coste meridionali del Mediterraneo. Il centro storico, costituito prevalentemente da palazzi dalle linee liberty, ha uno sviluppo lineare lungo la costa calabra dello stretto con strade parallele al lungomare punteggiato di magnolie, palme e piante rare o esotiche.

Il territorio comunale - la cosiddetta Grande Reggio frutto di una conurbazione avvenuta all'inizio del XX secolo - si sviluppa lungo la costa orientale dello stretto di Messina per circa 32 km e da mare a monti planimetricamente per altri 30 km circa con zone di mezza costa, collinari e montuose. Il comune di Reggio Calabria occupa una superficie di 236,02 km² e si estende da un livello altimetrico minimo di 0 metri ad un massimo di 1803 m s.l.m. Il centro storico del comune è situato ad un'altitudine media di 31 m. ed è compreso tra la fiumara dell'Annunziata (nord) e la fiumara del Calopinace (sud), mentre l'intero territorio comunale è compreso tra Catona (nord) e Bocale (sud).

La città si trova al centro di una più grande Area metropolitana in continuità territoriale, culturale, sociale ed economica con l'area metropolitana di Messina (separata solamente da un braccio di mare largo poco più di tre chilometri). Con essa costituisce l'Area Metropolitana Integrata dello Stretto[11] o Città Metropolitana dello Stretto, area che in totale conta oggi circa 885.000 abitanti

È tra le più antiche città d'Europa: L'antica Rhegion fu, dopo Cuma, la più antica colonia greca fondata in Italia meridionale. Il sito dove fu fondata la città era già abitato da indigeni (gli Ausoni ricordati da Diodoro Siculo e gli Enotri citati da Dionigi di Alicarnasso e da Strabone), la cui presenza è attestata dal rinvenimento di tombe in loco. Porto e lungo la vallata del Calopinace. Rhegion venne fondata poco dopo la metà dell'VIII secolo a.C. (intorno al 730 a.C.[senza fonte]) da genti calcidesi e messeniche; secondo il mito, fu l'oracolo di Delfi ad indicare loro il luogo dove fondare la nuova città: «Laddove l'Apsias, il più sacro dei fiumi, si getta nel mare, laddove, mentre sbarchi, una femmina si unisce ad un maschio, là fonda una città; (il dio) ti concede la terra ausone» (Diod. VIII,23; Strab. VI, 1,6; Her.Lem., Cost. 25; Dion.Hal., Excerpta XIX,2). Il toponimo, similmente a Roghudi e Riace, viene interpretato come derivato da “Ruha ake”, luogo del vento nelle lingue sumero-accadiche (G. Tripodi, Atti Accad. Peloritana dei Pericolanti, 88 p. 45, 2012). L'antichità del toponimo è sostenuta da quella del fiume Apsias, derivata da Apsu, l'acqua primordiale nelle religioni mesopotamiche.

Reggio fu una tra le più importanti città della Magna Grecia raggiungendo nel V secolo a.C. una notevole importanza politica ed economica sotto il governo di Anassila. La polis raggiunse dunque un grande pregio artistico-culturale grazie alla sua scuola filosofica pitagorica ed alle sue scuole di scultura e di poesia nelle quali si formeranno artisti come Pitagora da Reggio e Ibico.

Nel corso della sua millenaria storia Reggio ha avuto differenti nomi, che corrispondono all'evoluzione della città nelle epoche storiche:

Erythrà (Ερυθρά, "La Rossa"), insediamento pregreco degli Ausoni e degli Itali;
Rhèghion (Ῥήγιον, "Capo del Re"), la città greca dalla fondazione alla Magna Grecia;
Febèa (Phoebea, consacrata ad Apollo), breve periodo sotto Dionisio II;
Règium, prima latinizzazione del nome;
Rhègium Julium (Reggio Giulia), in età augustea;
Rivàh, breve periodo sotto l'Emirato di Sicilia;
Rìsa, con i Normanni;
Regols, sotto la Corona d'Aragona;
Reggio o Regio, in età moderna, con il Regno di Napoli ed il Regno delle Due Sicilie;
Règgio di Calàbria, dopo l'unità d'Italia.

Nel corso dei secoli vari eventi distruttivi, sia ad opera umana che naturale, hanno devastato la città che oggi presenta un aspetto moderno, effetto principalmente delle ultime ricostruzioni eseguite dopo il terremoto del 1908 fatte sulle vecchie rovine. Molte delle opere d'arte e degli edifici realizzati nei secoli sono andati perduti, tuttavia la città conserva esempi monumentali di pregio e antiche vestigia che testimoniano la sua storia plurimillenaria. Il centro della città è, quindi, in prevalenza caratterizzato dall'architettura dei primi decenni del Novecento, e presenta interessanti esempi di stile liberty, neogotico (Palazzo Zerbi), neoclassico (il Teatro Comunale Francesco Cilea), eclettico (Palazzo Mazzitelli) e di quello cosiddetto fascista (la Stazione Ferroviaria, il Museo Nazionale della Magna Grecia, opera di Piacentini, l'ex Caserma dei Giovani Fascisti). Nel contesto urbano, inoltre, emergono alcune fabbriche di rilievo quali il Castello Aragonese, in parte distrutto per creare le strade adiacenti allo stesso,nella parte alta della città, il vicino Duomo, completamente ricostruito dopo la distruzione del precedente edificio avvenuta con il terremoto del 1908, la Chiesa degli Ottimati, la Chiesa di S.Maria della Cattolica, la Chiesa della Graziella, sopravvissuti almeno in parte al sisma del 1908. La città è anche sede di un Museo Nazionale che, dopo quello di Berlino, è il più grande e importante museo che conserva i reperti della Magna Grecia e che annovera, tra altri reperti di pregio, i famosi Bronzi di Riace e la Testa del filosofo. Reggio Calabria affaccia sul mare e il suo lungomare, ha di fronte la Sicilia e nella fascia mediana ospita uno tra i più importanti orti botanici con varie specie di piante tropicali e alberi di ficus centenari e i resti delle mura greche e delle terme romane. Alle spalle della città si erge il massiccio dell'Aspromonte, che raggiunge i 1.998 m di altezza, con la stazione sciistica di Gambarie e il suo parco naturale.

La Calabria (AFI: /kaˈlabrja/[4]; Calàbbria in calabrese, Καλαβρία in greco, Kalavrì in arbëreshe) è una regione italiana a statuto ordinario dell'Italia meridionale di 1.959.336 abitanti[2] con capoluogo Catanzaro. Confina a nord con la Basilicata e a sud-ovest un braccio di mare la separa dalla Sicilia ed è bagnata a est dal mar Ionio e ad ovest dal mar Tirreno.[5] Il nome Calabria designava in origine il Salento (i cui abitanti erano chiamati sallentini e calabri) inserito nella regione augustea Regio II Apulia et Calabria (l'attuale Puglia) mentre l'odierna Calabria era detta Brutium ed insieme all'attuale Basilicata costituiva la Regio III Lucania et Bruttii.

La Calabria ha una superficie prevalentemente collinare, che si estende per il 49,2% del suo territorio. Presenta ampie zone montuose che coprono il 41,8% del suo territorio:

a nord il versante meridionale del Massiccio del Pollino al confine con la Basilicata, con le vette più elevate della Calabria, il Monte Serra Dolcedorme 2.267 m e il Monte Pollino 2.248 m.
nel nord-ovest, a sud della piana di Campotenese, si elevano i cosiddetti Monti di Orsomarso dove la cima più alta raggiunge i 1.987 m con il Cozzo del Pellegrino, e a sud del Passo dello Scalone ha luogo la Catena Costiera, che si allunga tra la costa tirrenica e i profondi valli dei fiumi Crati e Savuto, che la separano dall'altopiano della Sila.
nel centro-nord la Sila, un vasto altopiano con foreste di aghifoglie e latifoglie che si estende a sud fino all'istmo di Catanzaro; la vetta più alta è il Monte Botte Donato (1928 m).
Tra l'istmo di Catanzaro e il valico della Limina sorgono le Serre calabresi, tra cui spiccano quelle vibonesi che si spingono con un doppio allineamento montuoso fino a congiungersi direttamente con l'Aspromonte; la vetta più elevata delle Serre (1956 m), il Monte Pecoraro, raggiunge 1423 m;
fra le pianure di Piana di Sant'Eufemia e di Piana di Gioia Tauro si erge il gruppo del monte Poro 710 m nella zona sud della provincia di Vibo Valentia;
a sud infine si erge l'acrocoro dell'Aspromonte la cui vetta più elevata, il Montalto o monte Cocuzzo raggiunge i 1956 m.
la pianura più grande della Calabria è la Piana di Sibari.

Le pianure coprono il 9% del suo territorio e sono tutte di modesta estensione. Le montagne occupano circa il 41%.

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